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Elena Shvarts poeta, saggista, narratrice, unisce nelle sue opere la sensibilità  metafisica e la tradizione cristiana con il simbolismo delle antiche culture. All'interno dell'impianto metrico della tradizione russa, Elena Schwrz esprime l'inquietudine e la ricerca morale, la fragilità dell'individuo. Secche e nervose, come la poetessa stessa, le sue poesie denotano grande forza emotiva e unìoriginale ricerca del linguaggio. Molto nota nell'ambito del samizdat leningradese, comincia a pubblicare sulla stampa ufficiale solo a partire dal 1985, prima all'estero: Davide danzante (1985), Opere e giorni della monaca Lavinia (1987) e poi dal 1989 in patria: Versi (1989); Le direzioni del mondo (1990); Il libro dei poemi (1993); Mundus imaginabilis (1996); Poesie e poemi (1999); La parte visibile della vita (2003); Vino del 2007 (2007). I suoi versi sono stati tradotti in molte lingue, tedesco, inglese, serbo, italiano. Il suo libro, San Pietroburgo e l’oscurità soave (Edizioni del Leone, 2005) comprende alcuni dei versi sull’Italia. Ha vinto numerosissimi premi letterari fra cui quello della Fondazione Iosif Brodskij (Joseph Brodsky Memorial Fellowship Fund) nel 2001.

   

 
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